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Apr
01

YouTube e il video-marketing
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Il famoso portale di hosting video non è solo un sistema di condivisione dei filmati, ma un valido strumento social e multimediale per creare nuove opportunità di business

Il famoso portale di hosting video non è solo un sistema di condivisione dei filmati, ma un valido strumento social e multimediale per creare nuove opportunità di business

software gestionale per l'impresaNegli approfondimenti precedenti, si è discusso di Facebook e di Twitter, specificando le differenze fra i due network e consigliando l’utilizzo di entrambe le piattaforme per scopi marketing. Ora è il arrivato il momento di YouTube.

Partiamo col riportare un concetto tanto banale quanto essenziale: YouTube si differenzia da entrambi i social network analizzati in precedenza, perché il servizio, famoso in tutto il mondo, apporta alla socialità la potenza delle immagini in movimento, capaci di attirare incredibilmente l’attenzione degli internauti.

Questa semplice potenzialità della piattaforma video di Google è un’arma a doppio taglio e, se non ben sfruttata, si trasforma in una deprecazione del brand, quindi l’esatto contrario dell’obiettivo che un’azione di marketing si pone. 

 

Ciò accade perché, spesso, chi si avvicina alla piattaforma, non ne coglie subito le vere caratteristiche. Il canale YouTube non è un canale televisivo tradizionale dove caricare video stile spot pubblicitari da inframezzo di un film, ma è un nuovo modo di comunicare visivamente con un pubblico, che rifugge dalla pubblicità, alla ricerca di contenuti video originali, utili e divertenti.

Il marketing che si compie su YouTube è molto più fine di quello che si potrebbe portare avanti nella realizzazione di un tradizionale filmato per spot pubblicitario e lo si potrebbe definire, addirittura, un marketing psicologico, indiretto e in qualche modo subliminale. 

Perché Youtube?

Anche in questo caso, così come per Facebook, rispondere a questa tipologia di domanda potrebbe sembrare alquanto sciocco. Non lo è affatto: molti utenti, consumer e business, utilizzano e conoscono YouTube, magari perché cercano video divertenti per rilassarsi durante le pause lavorative, oppure perché guardano le moviole del calcio, i video musicali o alcuni utili tutorial per le proprie attività. Nessuno però si è mai chiesto effettivamente cosa ci sia dietro a questo colosso dello video-sharing. Tutti lo usano, ma pochi si sono domandati quali numeri girano intorno alla piattaforma di Google. Sicuramente i lettori che si sono interessati ad un uso di YouTube pro-business e si sono avventurati nella lettura di questa guida hanno già fiutato le capacità del video-social network, ma non ne conoscono ancora le reali potenzialità. E’ giusto quindi farne un sunto, presentando alcuni numeri che affrancheranno il lettore dal dubbio sulla correttezza di aver scelto YouTube come alleato marketing.

Gli ultimi dati statistici inerenti il servizio offrono questo quadro di YouTube:

  • Centinaia di milioni di utenti da tutto il mondo caricano centinaia di migliaia di video ogni giorno; ogni minuto vengono caricate oltre 24 ore di video, ossia l’equivalente di oltre 150.000 lungometraggi cinematografici alla settimana.
  • In 60 giorni vengono caricati su YouTube più contenuti video di quelli realizzati dai tre maggiori network USA in 60 anni.
  • Il 70% del traffico di YouTube proviene da Paesi al di fuori degli USA.
  • YouTube è localizzato in 25 Paesi e in 38 lingue.
  • I dati demografici di YouTube includono un’ampia fascia: dai 18 ai 54 anni.
  • YouTube presenta oltre 7000 ore di lungometraggi e show.
  • YouTube monetizza oltre 2 miliardi di visualizzazioni video alla settimana globalmente.
  • 94 dei primi 100 inserzionisti AdAge hanno condotto campagne su YouTube e sulla Rete Display di Google.
  • Il numero di inserzionisti che utilizzano gli annunci display su YouTube è aumentato di 10 volte nell’ultimo anno.
  • YouTube propone  più contenuti HD di qualsiasi altro sito di video online, in quanto oltre il 10% dei video di YouTube è disponibile in HD.
  • Il sistema automatizzato di Identificazione contenuti sottopone a scansione oltre 100 anni di video ogni giorno ed oltre un terzo delle visualizzazioni totali monetizzate di YouTube proviene da Identificazione contenuti.
  • Oltre 4 milioni di persone sono connesse e condividono i contenuti verso almeno un social network.
  • Un tweet condiviso genera circa 6 nuove sessioni su youtube.com.
  • Ogni giorno vengono effettuate milioni di iscrizioni.
  • Più del 50% dei video su YouTube è stato votato o include commenti della community.
  • Ogni giorno milioni di video vengono aggiunti come preferiti dagli utenti.
  • YouTube mobile ha oltre 100 milioni di visite al giorno.
  • YouTube player è inserito all’interno di centinaia di migliaia di siti web.

Insomma, questi numeri da capogiro, ufficializzati da YouTube stesso, non possono non dare una visione completa su quanto ampio respiro abbia una piattaforma del genere.

Esistono differenti azioni di marketing che possono essere intraprese via YouTube. Ad esempio è possibile vendere prodotti tramite affiliate marketing, pubblicizzando i prodotti di altri e guadagnando una commissione sul venduto.

Grazie ad YouTube inoltre è possibile: generare traffico verso un sito e vendere propri prodotti, fare “list building”, fare supporto e tutorial per prodotti/servizi, fare “branding”  con un coinvolgimento dell’utenza target superiore a quello che si può ottenere nei media tradizionale, mostrare un catalogo prodotti, promuovere una attività al dettaglio con particolari offerte o promozioni, promuovere un artista oppure se stessi e le proprie abilità oppure utilizzare la piattaforma a scopo interno, per fare training per un certo prodotto o dare comunicazioni aziendali, grazie anche l’ opportunità di condividere privatamente i propri video con un massimo di 25 persone.

Data l’incredibile polivalenza di YouTube ed i suoi forti numeri, la redazione ha deciso di dedicare una speciale guida al marketing su questa specifica piattaforma, anche se bisogna rendersi conto che esistono altri portali di video-sharing e che i consigli che seguono, anche se specificamente diretti ad YouTube, sono generalmente applicabili anche ad altri provider.

Creare il canale distributivo social

Creare un account YouTube non è per nulla difficoltoso: è sufficiente visitare questo link, indicare i dati necessari, accettare le condizioni di utilizzo ed accedere al servizio. Attenzione, perché già durante questa procedura, le scelte dei dati da inserire devono essere marketing-oriented. Infatti, bisogna fin da subito pensare ad un nome utente che identifichi e si leghi con il brand o con il business in essere, che comunichi con gli utenti che visiteranno il canale e che al tempo stesso sia facile da ricordare. La prima azione marketing passa dunque dalla scelta di un nome utente adatto alle proprie intenzioni. Una volta avuto accesso al servizio, il consiglio è di interessarsi subito alla funzione Il mio canale, che si trova nel menu raggiungibile con un clic sul proprio nome utente presente in alto a destra. Fin da subito è infatti necessario prendere confidenza con il canale che rappresenterà il business in YouTube e sulla quale gli utenti verranno accolti ogni volta che visiteranno il profilo attestato sulla piattaforma. Recandosi al pannello Impostazioni, si potrà scegliere la tipologia di canale, fra i differenti disponibili: YouTuber, Director, Musicista, Comico, Guru e Reporter. Ad ogni business corrisponde una più corretta tipologia, quindi è importante capire quali differenze sussistano fra le differenti categorie di canali. Inoltre, YouTube propone alcuni particolari campi di personalizzazione a secondo di qual è lo scopo principale per cui si è creato l’account stesso. 

Un account YouTuber è quello tradizionale, impostato di default e permette di compiere le principali operazioni per cui YouTube è diventato famoso, ovvero effettuare l’upload di video, aggiungere descrizioni agli stessi, condividerli, votare, segnalare e lasciare commenti ad altri filmati, magari aggiungendo una immagine che rappresenti il canale ed un semplice link al sito che rappresenta il business.

Un canale di tipo Comico è destinato in particolare ai personaggi di cabaret, parodie, satira o sketch divertenti e permette di migliorare l’inserimento delle Informazioni sull’ artista, di inserire un programma di eventuali eventi e shows e di aggiungere un ulteriore link ad una risorsa esterna per l’acquisto di biglietti, DVD o quant’altro.

Per i musicisti o coloro che ne curano l’immagine, c’è la possibilità di attivare un canale Musicista, nella quale aggiungere informazioni in merito a eventuali concerti, informazioni sui tour, con possibilità di inserire nel campo “performer info” (informazioni sull’artista), campi specifici per l’ambito musicale e link per l’acquisto diretto di CD o quant’altro. Inoltre, è anche possibile aggiungere l’immagine di copertina di tre album.

Gli account di tipo Director, invece, vanta la presenza di una voce opzioni avanzate, la quale permette di aggiungere un link in modalità anchor text, quindi non apparirà come classica URL, ma come una frase cliccabile. Inoltre, sono garantite particolari opzioni per la personalizzazione della grafica.

Infine, l’account Guru e Reporter presentano un campo che permette di inserire informazioni più dettagliate, oltre alle proprie influenze ed ad altri dati di poco conto.

Molto interessante, anche se non disponibile per tutti, è l’account partner, utilizzabile solo se si riceve l’approvazione da parte di YouTube per la partecipazione al “partner program”, uno speciale programma per dividere con YouTube stesso i guadagni generati dalle pubblicità visualizzate attorno ai propri video e nei video stessi. I requisiti per partecipare sono abbastanza restrittivi e di solito è proprio YouTube a proporre all’utente l’ingresso nel programma partner. I principali requisiti per diventare partner YouTube possono essere così riassunti:

  • Produrre video originali adatti allo streaming online.
  • Essere il proprietario di ciò che si carica su YouTube.
  • Caricare con regolarità video che vengono visualizzati migliaia di volte.

I partner, oltre a guadagnare dalla pubblicità, hanno veramente a disposizione molte opzioni per la personalizzazione e miglioramento del canale come, ad esempio, la possibilità di inserire un banner personalizzato nella pagina del canale ed anche nella pagina di ogni video, di far partire in automatico il video di presentazione e tante altre opportunità, che garantiscono un aumento della visibilità del brand, come si può approfondire su questa pagina.

Aumentare la visibilità del brand

Una volta scelto la tipologia di canale più corretta per ottenere i propri obiettivi marketing, è importante inserire tutte le informazioni necessarie che verranno visualizzate sul canale, come link a risorse esterne, descrizioni dell’attività o del prodotto e quant’altro possa essere utile per ottimizzare l’uso di YouTube a scopo business. Di importanza vitale potrebbe essere anche la possibilità di dedicare una pagina del proprio portale ad un video posto in hosting su YouTube, magari invitando gli utenti del sito stesso a visitare il canale creato sulla piattaforma di video-sharing. Questa astuzia porta a vantaggi di non poco conto. In primis, si ha un notevole risparmio sulla gestione del sito: infatti, tutti i video streaming sul portale aziendale verranno effettuati da YouTube permettendo così di risparmiare storage e banda sul proprio servizio di hosting. Le aziende che ospitano un portale in hosting, in housing o con altre modalità, differenziano le proprie offerte proprio sulla base dello spazio offerto e sulla banda in uscita al mese. Decidere di conservare e visualizzare video dal proprio portale potrebbe diventare una scelta da suicidio, soprattutto se si hanno molti contributi da memorizzare e molti utenti che andranno a visualizzarli: prima o poi bisognerà passare ad un piano di gestione del portale molto più costoso, che garantisce una maggiore quantità di storage e banda a disposizione. I video trasmessi da YouTube sono memorizzati sui server del provider stesso e utilizzano la sua banda, sollevando l’azienda dall’occuparsi di gestire direttamente il flusso streaming. Il secondo vantaggio si identifica nella possibilità di trasferire gli utenti dalle pagine del portale aziendale ad YouTube e viceversa, generando traffico su entrambi le piattaforme. Ad esempio, all’interno dei video pubblicati sul portale di video-sharing è sempre possibile inserire in sovraimpressione commenti e link a risorse specifiche, invogliando gli spettatori che vogliano avere maggiori informazioni a visitare le proprie pagine.

Per aumentare la visibilità del brand, il canale YouTube deve essere personalizzato con il proprio logo e magari anche nel tema, ossia nella grafica con cui il canale si presenta ai visitatori. Esistono parecchi siti che permettono di creare una grafica personalizzata del canale YouTube e fra i tanti si possono citare:

  • MyTubeDesign
  • BackgroundTube
  • ProfileBrand
  • YouTubeDesigns
  • FreeYouTubeLayouts
  • YTLayouts

Tutti i servizi citati sono assolutamente semplici da usare ed anche i meno esperti di computer potranno avvalersene per personalizzare la grafica del proprio canale YouTube.

Infine, la visibilità del brand migliora notevolmente ricordando all’inizio ed alla fine di ogni video chi è lo sponsor dello stesso, quindi l’azienda che ne ha permesso la realizzazione e magari inserendo all’interno dei contributi stessi rimandi impliciti od espliciti al brand oggetto della comunicazione.

Procacciare i potenziali clienti

I potenziali clienti di domani sono in realtà i visitatori di oggi dei contributi video caricati su YouTube e, scendendo più nello specifico, sono coloro che si iscrivono al canale e che prima o poi decideranno di diventare clienti del business che si propone. Quindi per aumentare il numero dei prospects è necessario aumentare il numero di visite e questa equazione è assolutamente alla base dell’utilizzo di YouTube con scopo marketing. Più saranno i visitatori dei video, più il brand resterà impresso e più possibilità si ha di sbaragliare la concorrenza, facendo così che il cliente scelga il proprio marchio e non quello di un’altra azienda. Spiegare cosa bisogna fare per aumentare il numero di visite è non poco complicato, mentre è facile dire fin da subito cosa non bisogna assolutamente fare e, anche se con altre parole, il concetto è già stato ben definito nell’introduzione alla guida: non bisogna considerare YouTube come un provider dove caricare contributi spudoratamente pubblicitari! Spesso si approccia a YouTube pensando che sia un’altra vetrina dove riproporre gli spot creati per i media tradizionali, ma gli utenti già subiscono ciò che viene proposto in televisione, mentre su Internet presentano una soglia di sopportazione e attenzione molto più bassa. L’uso di YouTube in modo promozionale non passa attraverso la classica pubblicità, di cui gli utenti ne hanno già pieni gli occhi, ma attraverso attività virali, caratterizzate principalmente da video appartenenti a due filoni: informativo e divertenti.

E’ ovvio che il contenuto del video e la modalità con cui il contributo viene proposto sono in buona parte il successo di una buona azione di publishing. L’importante è comunque proporre un video che gli utenti vogliano effettivamente guardare, perché divertente, educativo o informativo. Ad esempio, ottimi format per YouTube sono gli infomercials, i tour visuali per le agenzie immobiliari, i tutorials per l’utilizzo di software ed i video che trasportano il brand tramite le risate. 

Gli infomercial sono filmati che mostrano all’utente come fare qualcosa di utile o che affrontano tematiche di interesse collettivo, in modo da fornire un’utilità ed avere un appiglio per proporre in modo non invasivo un messaggio promozionale del proprio business, che, guarda caso, è inerente a ciò che si è appena spiegato.

Il video è utile a chi lo guarda e permette in modo non invasivo di favorire il traffico verso un sito e di promuovere un brand tramite scritte all’inizio e alla fine del video e grazie a link cliccabili posti nella descrizione. Insomma, si unisce l’utile al dilettevole! Il trucco sta nel far percepire all’utente che visitando quel determinato sito o contattando la ben determinata azienda, si potrà saperne di più su quell’argomento che tanto gli sta a cuore.

Un altro ottimo modo per vendere il proprio marchio su YouTube è divertire, perché chi frequenta YouTube lo fa proprio per svagarsi! Ovviamente non è possibile definire a priori cosa sia divertente e cosa no, ma sicuramente in base a cosa si voglia pubblicizzare è necessario munirsi di creatività ed inventiva per generare buffe situazioni capaci di menzionare il business da promuovere. 

Ad esempio, la Blendtec, un’azienda produttrice di frullatori, ha realizzato una serie di filmati pubblicati regolarmente su YouTube, il cui protagonista è il titolare stesso dell’azienda, che tritura con i propri frullatori gli oggetti più impensabili, come un iPhone, un paio di scarpe, una chitarra e via discorrendo, chiedendosi prima di accendere il frullatore “will it blend? – si frullerà?”. Questo è un esempio geniale di un filmato promozionale che, con un budget molto limitato, è diventato un fenomeno virale. I filmati sono divertenti e dimostrano l’efficacia del prodotto, mentre l’azienda ha aumentato le proprie vendite del 500% dopo il lancio delle clip su YouTube. 

 

Ed ancora, “Gli sgami della nonna”, disponibili sul canale YouTube di Casa.it, sono esempi esilaranti di come in modo comico, con un linguaggio giovane e grottesco, l’azienda suggerisca alcuni “sgami”, attirando le giovani generazioni e passando loro un brand che si rafforza. Le visualizzazioni sono sempre nell’ordine del centinaio di migliaia. In entrambi i casi, anche la pubblicazione periodica e regolare dei contenuto come se si trattasse di episodi aiuta molto a creare un certo seguito.

Esistono poi video divenuti virali, pur non veicolando un messaggio pubblicitario esplicito, come esemplifica in modo eccellente il video “where the hell is matt?”, visualizzato decine di milioni di volte e sponsorizzato dalla Stridegum, un’azienda di chewing gum, che non compare proprio nel contributo se non al termine dello stesso, nei titoli di coda.

Tutti questi contributi citati hanno alcune caratteristiche comuni, che vale la pena valutare. Ad esempio, la lunghezza del video è un aspetto fondamentale ed è per questo che è necessario limitarla il più possibile, compatibilmente con ciò che si vuole comunicare. Nel caso in cui ciò non sia possibile, bisogna considerare l’eventualità di dividere il contributo in varie parti chiarendo che ognuna è solo una porzione di ciò che si vuole mostrare. Ognuno di questi filmati potrà poi essere proposto come video di risposta nei commenti, o potrà essero inserito in link cliccabili nella descrizione oppure pubblicizzato all’interno di ogni contributo connesso, utilizzando la funzionalità annotazione.

Tutti i video dovrebbero riuscire ad attirare l’attenzione fin dall’inizio in modo da invogliare l’utente ad arrivare alla fine del contributo, dove lasciare una parte particolarmente coinvolgente o qualche domanda “aperta” che sollecitino i commenti. Per agevolarsi il lavoro, potrebbe essere importante lasciare qualche “good rating” e commento anche con altri account registrati  su YouTube, in modo da aiutarsi a far risalire il video nelle classifiche. Spesso più un video è commentato e votato, più viene visto e più viene visto, più viene commentato e votato. Da non sottovalutare vi sono poi alcuni accorgimenti testuali: il titolo del video deve essere corto, ma significativo e facile da ricordare, come l’esempio degli “Sgami della nonna”; la descrizione deve invece essere completa in modo da fornire ulteriore informazioni. Uno speciale a parte bisognerebbe dedicare ai tags ed all’ottimizzazione SEO, anche se in questa sede è sufficiente capire che più unici sono i tag che si associano, meno “video related” si avranno, evitando così che l’utente fugga verso risorse non direttamente correlate con il proprio brand. D’altro canto si rischia una sottoclassificazione del video stesso, quindi è opportuno trovare un metodo di intermezzo, che favorisca una buona indicizzazione del contributo, riuscendo però ad individuare meno contenuti relativi possibili.

Infine, un consiglio che può sembrare sciocco, per quanto è ovvio: è importante inviare  richieste di amicizia ad altri youtubers, in quanto molte delle richieste verranno sicuramente accettate.  Questo aspetto è fondamentale, anche se spesso è molto sottovalutato. Un volta raccolte un po’ di adesioni è bene cominciare a comunicare, scambiando impressioni e cercando di dire qualcosa di interessante, senza fare spamming.

Consolidare il parco clienti già acquisito

Una volta acquisiti un certo numero di iscritti o di viewer, è necessario non abbandonarli a sé stessi, ma è proprio in quel momento che comincia il lavoro di marketing, incrementando l’interattività. Infatti, non bisogna dimenticare che YouTube, oltre ad essere un portale di video-shairng, è un social network a tutti gli effetti, dove quindi è auspicabile e necessaria una partecipazione attiva alla community per ottenere risultati soddisfacenti. Ad esempio, è molto utile commentare i video degli altri utenti , soprattutto quelli più discussi e votati: infatti, commentare e votare in abbondanza i video di altri, soprattutto se trattano argomenti in comune con la propria idea di business, permette di acquisire visibilità, facendo notare interesse e partecipazione. Inoltre, è importante trovare piccoli gruppi pertinenti con gli argomenti trattati, iscriversi e postare i propri video ad un pubblico ben selezionato, in modo da intraprendere una diffusione targhetizzata dei propri contenuti. Un altro consiglio è di proporsi alla community con un certo umorismo e con una certa regolarità: se si è proposto un video che ha riscosso successo, bisogna pensare di crearne ancora altri simili, con contenuti nuovi, postandoli con regolarità, prevalentemente nei giorni feriali nella fascia pomeridiana dalle 17 alle 20. A volte, quando si hanno a disposizione più contenuti già tutti pronti, potrebbe essere positivo pubblicarli tutti insieme, in quanto permette di tenere i visitatori più incollati al proprio canale: infatti, quando si hanno video che funzionano, si innesca negli iscritti un senso di insoddisfazione, che perdura finché non si sono visionati tutti i contributi disponibili. Alla comunità interattiva di YouTube è anche importante porre domande, come in una sorta di call-to-action per ottenere feedback, che possono essere positivi o negativi. In quest’ultimo caso, è necessario anche saper interpretare se il commento deludente è costruttivo ed effettivamente utile o può essere ascritto ai giudizi frustati di utenti nullafacenti. YouTube offre anche ottimi tool per gestire al meglio il canale, come: il sistema Bulletin, per mantenere i contatti con gli utenti iscritti inviando loro messaggi, le Playlist, per creare delle liste tematiche di video in modo da attirare l’attenzione degli iscritti, ed i Preferiti, dove aggregare i video di altri utenti, utili al proprio scopo.

Per consolidare il parco utenti acquisito è anche importante riuscire a monitorare i dati statistici forniti da YouTube su ogni singolo video, attraverso due strumenti molto utili: YouTube insight e hotspot. Il primo permette di rilevare molti dati relativi ai video, come le visualizzazioni, la popolarità, le modalità con cui gli utenti giungono al video, le fonti di traffico e le parole chiave digitate durante le ricerche che hanno portato ai filmati. Hotspot, invece, consente di scoprire quali parti di un singolo video suscitano maggior interesse. Una volta consultati i dati, è necessario procedere con l’ottimizzazione dei video futuri. Ad esempio è possibile migliorare la parte testuale o verificare quanti video siano stati generati da fonti esterne alla semplice ricerca, ad esempio per scambio di link o passaparola, plasmando i video sulle soglie di gradimento della community. E’ anche importante identificare geograficamente l’utenza per focalizzare maggiormente l’offerta e scoprire mercati inizialmente non considerati. Infine, bisogna anche ricordarsi di tracciare sul proprio portale il traffico in arrivo da YouTube, per migliorare l’efficacia del video-marketing.

Dialogare con i clienti nel post-vendita

Per quanto possa suonare strano, con YouTube è possibile anche fare help desk ed assistenza ai propri clienti. Come già più volte ribadito, YouTube oltre ad un servizio di video hosting è una community ed in quanto tale permette di tenere sotto controllo i commenti ed i pensieri dei clienti, consentendo di capire ed interpretare le esigenze della clientela, espresse direttamente o indicate velatamente fra le righe degli interventi. Ogni azione di un membro della comunità è un altro prezioso tassello da inserire nelle proprie strategie di mercato. A tutto questo è possibile aggiungere la potenza dei filmati: un video dice più di mille parole e coinvolge più di cento immagini. Sono proprio i contributi video che possono diventare la forza della propria attività di assistenza e dialogo nel post-vendita: se ad esempio al proprio help desk giungono in modo pedante domande relative ad una medesima procedura, si potrebbe pensare di filmare la procedura ed inserirla nel canale a disposizione di tutti. Così facendo si ottengono tre risultati: si offre ai clienti un’assistenza multimediale, si dimostra una vicinanza alle problematiche di post-vendita e si alleggeriscono gli help-desk da eventuali attività ridondanti.

Insomma, YouTube può diventare uno strumento aziendale incredibilmente potente, capace di trainare il proprio business verso nuove opportunità e nuove metodologie marketing, fino ad ora mai sperimentate.

FONTE: http://www.i-dome.com

 

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