software gestionale per l'impresa

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Magazine Business

Ott
08

Un sistema CRM in Azienda
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Un CRM non è solo un sistema per la gestione delle relazioni con il cliente, ma qualcosa di più complesso, che riguarda in modo diretto e trasversale tutta l'azienda.

Il CRM (Customer Relationship Management) ha un ruolo fondamentale nelle grandi aziende e nelle compagnie disposte ad investire milioni di euro per dotarsi di sofisticati sistemi CRM, ma questo è diventato fondamentale anche in una Piccola o Media Impresa.
Quali sono i vantaggi che possono spingere ad introdurre un CRM in azienda?
Negli anni ’20-’30 le aziende erano per lo più orientate alla produzione di massa. Negli anni ’30-’50 alla vendita (selling orientation): in presenza di una grande offerta di prodotti, le imprese per differenziarsi dovevano puntare sulla comunicazione e capillarità dei punti vendita o nella vendita diretta. Dagli anni ’50 agli anni ’90/2000 vi è stato un periodo in cui le aziende erano orientate al marketing (marketing orientation), ossia ci si accorse che prima di produrre un bene, era necessario capire se questo bene era necessario (o richiesto) dal mercato. Dagli anni ’90 si parla di aziende orientate al cliente (customer orientation).

Ma cosa significa in concreto l’orientamento al cliente? I dirigenti riconoscono sempre di più che il vero capitale aziendale non è costituto solo dal prodotto/servizio offerto e dal padroneggiare i canali di vendita, ma sempre più dalle risorse definite “intangibili”, ovvero in particolar modo dalle relazioni che l’impresa ha con i propri clienti, con i fornitori, con i partner e nella capacità di mettere a frutto questo capitale. Ecco quindi che le aziende si devono dotare di “strumenti” capaci di gestire questa relazione: Customer Relationship Management.

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A cosa serve il CRM

Il CRM è uno dei tre software fondamentali di cui si dovrebbero dotare le aziende, insieme all’ERP (Enterprise Resource Planning - pianificazione e gestione delle risorse all'interno di un'azienda - software gestionale. ) e SCM (Supply Chain Management - gestione della catena di fornitura). Nell’adozione di questi software le imprese compiono sforzi di non poco conto in termini di uomini, tempo e risorse economiche e spesso, “grazie” o per “colpa” dell’adozione di questi software, le imprese ripensano all’intera organizzazione aziendale.

Il CRM in modo particolare risulta trasversale a tutta l’azienda ed è molto più ostico da assimilare degli altri. Banalizzando un poco, i sistemi ERP “devono” essere usati per tenere sotto controllo i costi, le entrate, le fatture e da sempre vi è un ufficio amministrazione in tutta l’azienda. I sistemi SCM se possibile sono ancora più facili da comprendere: servono per produrre di più e meglio. Ma i sistemi CRM? A che servono? Come la buona gestione della relazione con i clienti aiuta a migliorare il valore dell’azienda? Esaminiamo il CRM nei suoi aspetti distintivi:

Approccio integrato: l’organizzazione dei processi aziendali, la struttura, le dinamiche aziendali sono fortemente plasmate ed integrate con i sistemi informativi a disposizione, per sviluppare politiche di gestione del cliente in fase di acquisizione (marketing) e gestione (post vendita).

Gestione del ciclo di vita del cliente: Il cliente nelle relazioni con l’impresa esprime delle necessità, siano esse vere o percepite, capendone il significato, analizzando l’evoluzione, comprendendo i bisogni, l’azienda può aumentare il valore di ogni cliente durante il suo ciclo di vita (Customer Lifetime Value): comprendendo i bisogni si possono proporre servizi sempre più specializzati e rispondenti alle necessità del cliente.

Conoscenza approfondita ed integrata dei clienti: Il semplice fatto di possedere dati non significa di per se avere informazioni, questo ovviamente è tanto più vero quanto l’informazione è intangibile, pertanto questa conoscenza prende forma da tutte le fonti dati presenti in azienda (call center, anagrafiche, ordini, etc.) opportunamente elaborate e gestite. La comprensione dei clienti deve essere tale da poter effettivamente incidere sui processi aziendali, pertanto queste informazioni devono essere in grado di incidere sui servizi offerti, sul miglioramento interno dei processi, cioè deve produrre un costante miglioramento dell’azienda.

Come si evidenzia il CRM non è tanto e solo un software aziendale necessario, ma un vero e proprio modello di business, che coinvolge certo i sistemi informativi, ma soprattutto l’organizzazione aziendale ed i suoi processi. Quindi un sistema di CRM serve per aumentare le vendite ad un cliente esistente, facilitare nuovi contatti, conoscere meglio i propri clienti, per proporre sempre servizi adeguati.

Cosa fa un CRM

Oggi il CRM si estende in tutte le dimensioni dell’azienda, sia orizzontalmente, cioè in tutti i dipartimenti aziendali, che verticalmente, cioè è utilizzato da tutti i livelli aziendali, dal management al livello operativo. Questo è dovuto al fatto che il cliente è al centro dell’azienda anche quando questa non è propriamente orientata al cliente (customer oriented). I sistemi CRM aiutano a sintetizzare i processi aziendali di vendita, di supporto e di marketing, attraverso tutti i canali di contatto. Questi processi, vengono integrati quanto più possibile e vengono automatizzati al fine di minimizzare i tempi di percorrenza interna per dare le risposte che il cliente si aspetta nel minor tempo possibile. In ultimo i sistemi CRM devono fornire conoscenza aziendale sul cliente per supportare decisioni di cambiamento dei processi e/o servizi.

Che cosa è il CMO

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CMO è l'acronico di Control Management Organizer, ovvero un software per facilita la gestione e il controllo di gestione dell'impresa. E' una piattaforma gestionale fruibile solo online con cui le piccole e medie imprese possono svolgere tutte e tre le funzioni dei sistemi sopra citati, ovvero la gestione dei processi aziendali tipicamente svolti dagli ERP, la gestione della relazione con i clienti svolta dai CRM e la gestione della catena di fornitura svolta dai sistemi SCM.

Il sistema CMO permette di svolgere queste funzioni in un'unica piattaforma applicativa, in modo semplice ed intuitivo, con una particolare attenzione ai processi aziendali pre-esitenti, grazie alla possibilità di personalizzazione di vari moduli che lo compongono. E' inoltre possibile aggiungere moduli personalizzati con cui realizzare funzioni o procedure caratterizzanti del busienss dell'impresa.

Questa combinazione di elementi fa del CMO lo strumento ideale per gestire e mantenere il controllo sulla piccola e media impresa senza richiedere investimenti astronomici in prodotti software.

Conclusioni

Vi invitiamo a richiedere senza impegno una DEMO del sistema CMO, compilando il modulo di richiesta contatti presente sul nostro sito, oppure di chiedere un appuntamento con un nostro consulente che saprà trovare con voi la soluzione gestionale migliore per la vostra azienda.

Scritto da Massimo Butera.

Gen
08

web secondo canale di vendita per le aziende
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Il negozio fisico resta il veicolo di commercializzazione preferito per il 74% delle imprese, seguito dall'e-commerce con il 58% dei voti. Ma soltanto il 29% delle aziende italiane ha un negozio elettronico

software gestionale per l'impresaIl negozio fisico è ancora il canale di vendita preferito dalle aziende (74%), ma l’online retail prende sempre più piede in Italia. E’ quanto emerge dall'indagine, realizzata su un campione di 200 aziende italiane, da Business International per Fiera Milano Media, e presentata oggi in occasione dell’E-Commerce Power, l’evento giunto alla terza edizione che analizza  l’andamento del commercio elettronico in Italia. Il web è il secondo canale di vendita più usato dalle aziende con il 58% delle preferenze,  seguito dal Channel Shop (13%), dai Social Network (12%) e infine dal Mobile (9%).

Fra le note dolenti, appena il 29% delle aziende dichiara di possedere ed utilizzare un negozio elettronico (“Users”). Tra le aziende invece che ancora non sono dotate di un punto vendita “elettronico”, il 34% di non aver intenzione di utilizzarne uno in futuro (“Never Users”), mentre il 37% prevede di implementarlo in futuro, ma non prima di 3 anni (“Next Users”).
Tra i Never Users, l’82% ha dichiarato quale principale motivazione al mancato utilizzo dell’e-commerce il fatto di non trovarlo adatto e utile alla propria tipologia di business. In alcuni casi tuttavia questo dato è influenzato da una scarsa conoscenza da parte delle aziende stesse di potenzialità, opportunità e ambiti di applicazione attuali del commercio elettronico e dalla poca propensione a confrontarsi con benchmark esteri.

Per i Next Users invece il principale obiettivo legato alla decisione di utilizzare il commercio elettronico in un prossimo futuro resta il raggiungimento di particolari target di mercato (80%), seguito dalle finalità di incrementare la propensione all’acquisto e di diminuire i costi di struttura, promozione e rappresentanza. Si rivela dunque prevalente la percezione dell’e-commerce come strumento in grado di  consentire un immediato ampliamento del mercato di riferimento e di raggiungere una clientela diversa e più ampia rispetto a quella raggiungibile con tool di vendita più tradizionali.

Infine tra gli Users si riscontra un allineamento con i Next Users in termini di percezione dei  benefici chiave generati dall’e-commerce, che si rivelano ancora una volta il raggiungimento di particolari target di mercato (67%) e la riduzione dei costi di struttura e promozione (62%).  In sintesi la vendita online, consentendo di abbattere alcuni costi tradizionali connessi alla vendita diretta al pubblico, si dimostra nei fatti un canale che permette un maggiore guadagno, che può tradursi in una riduzione dei prezzi per un prodotto più competitivo sul mercato.

Tra i principali ostacoli citati dagli Users c’è invece la difficoltà a raggiungere soddisfacenti tassi di conversione dei visitatori in clienti, legata soprattutto allo scetticismo dei consumatori verso forme di pagamento, garanzie di qualità sul prodotto, spedizioni e assistenza post-vendita (67%). La diffidenza verso il negozio virtuale e l’acquisto a distanza, senza poter “toccare con mano” il prodotto, costituisce una barriera che le aziende devono ancora riuscire ad abbattere.

Per aumentare il grado di fiducia nell’e-commerce, appare necessario garantire al cliente un’esperienza di acquisto, ed eventualmente post-vendita, che sia eccellente, curando ogni dettaglio della vendita, dagli aspetti economici a quelli logistici (pagamenti, reclami, garanzie, tempi di spedizione, imballaggi solidi e integri, ecc.). Il 59% degli Users dice che destinerà una quota maggiore di budget per ottimizzare sviluppo ed implementazione di piattaforme e-commerce nel 2013. Tra i canali in cui gli Users hanno intenzione di investire di più il prossimo anno figurano il web (77%), i Social Media (65%), e il Mobile (54%).

Infine, il fatturato proveniente da vendite online, per il 60% delle aziende intervistate è inferiore al 10% del totale, risultato che evidenzia come anche tra gli Users ci sia un grosso potenziale non ancora sfruttato in relazione all’e-commerce.

"ll numero degli italiani che acquistano online continua a crescere e aumentano per le aziende italiane le opportunità di business legate al commercio elettronico. La survey di Business International si è posta l’obiettivo di analizzare il mercato dal punto di vista delle aziende, per offrire un quadro il più possibile realistico ed imparziale di questo settore, che rappresenta come sappiamo una leva importante sulla strada della digitalizzazione e della crescita del nostro Paese. E’ emerso come le imprese italiane abbiano ancora un passo più lento rispetto ai consumatori nell’adozione di tale strumento, a dimostrazione di come gli individui siano più rapidi delle organizzazioni nell’adottare i benefici dell’innovazione - ha detto Antonio Greco, ad di Fiera Milano Media - Abbiamo comunque rilevato anche dei segnali positivi, molte aziende hanno già compreso le potenzialità dell’e-commerce e lo utilizzano sempre di più, ed altre si stanno attrezzando per recuperare il ritardo. Occorre però agire anche su quelle che sono rimaste ferme, condividendo casi di successo e promuovendo - in collaborazione con istituzioni, università, operatori, aziende e cittadini – una corretta informazione sui benefici che il commercio elettronico è in grado di apportare alla business community e, in generale, al Sistema socio-economico italiano".

fonte: http://www.corrierecomunicazioni.it/it-world/18733_business-international-web-secondo-canale-di-vendita-per-le-aziende.htm

Lug
30

Google Plus apre alle aziende
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Google Plus cambia strategia e "apre" alle aziende la possibilità di usare pseudonimi o nomi in base a cui è più facile essere riconosciuti nella rete, obiettivo fondamentale di tutte le strategie di web marketing sui social media e non solo.
Dopo il blocco di numerosi account e la rimozione di pagine commerciali, avvenuta negli ultimi giorni, la piattaforma di social network Google+ risponde agli utenti e fa il punto sull'uso degli pseudonimi per aggirare le limitazioni all'ingresso in Google Plus e sul problema del blocco di numerosi account: alcune aziende non avevano potuto iscriversi perchè non avevano "nome e cognome" come gli utenti fisici.
Vic Gundotra, vice presidente della divisione social di Google  ha sottolineato "l'eccessivo zelo" da parte degli addetti alla verifica degli account, zelo dovuto, sempre secondo Gundotra, alla lotta allo spamming e agli usi impropri del social network.
D'ora in poi, quindi, sarà possibile inserire alcuni campi aggiuntivi (in altre parole, degli pseudonimi per "farsi trovare dai propri clienti anche potenziali") al proprio profilo Google Plus, ma  il "giudice supremo" rimarrà il colosso di Mountain View, che continuerà ad effettuare rigidi controlli , in base alle policy del social network.
Resta fondamentale comunque per ogni azienda la necessità di essere sempre più "rintracciabile" e riconoscibile nel web.

software gestionale per l'impresaGoogle Plus cambia strategia e "apre" alle aziende la possibilità di usare pseudonimi o nomi in base a cui è più facile essere riconosciuti nella rete, obiettivo fondamentale di tutte le strategie di web marketing sui social media e non solo.

Dopo il blocco di numerosi account e la rimozione di pagine commerciali, avvenuta negli ultimi giorni, la piattaforma di social network Google+ risponde agli utenti e fa il punto sull'uso degli pseudonimi per aggirare le limitazioni all'ingresso in Google Plus e sul problema del blocco di numerosi account: alcune aziende non avevano potuto iscriversi perchè non avevano "nome e cognome" come gli utenti fisici. 

Vic Gundotra, vice presidente della divisione social di Google  ha sottolineato "l'eccessivo zelo" da parte degli addetti alla verifica degli account, zelo dovuto, sempre secondo Gundotra, alla lotta allo spamming e agli usi impropri del social network. 

D'ora in poi, quindi, sarà possibile inserire alcuni campi aggiuntivi (in altre parole, degli pseudonimi per "farsi trovare dai propri clienti anche potenziali") al proprio profilo Google Plus, ma  il "giudice supremo" rimarrà il colosso di Mountain View, che continuerà ad effettuare rigidi controlli , in base alle policy del social network.

Resta fondamentale comunque per ogni azienda la necessità di essere sempre più "rintracciabile" e riconoscibile nel web.

Fonte: http://www.giornal.it

Lug
30

Amazon.it, sconti per protesta
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Amazon ha deciso di protestare contro il ddl Levi sull’editoria andando per un mese controcorrente e proponendo sconti speciali per sottolineare quanto illiberale possa essere la norma voluta ed approvata dal Parlamento.
Il ddl Levi, infatti, impone alla distribuzione libraria sconti standardizzati sotto i quali risulta impossibile proporre i titoli sul mercato per evitare eccessiva concorrenza. Amazon risulta essere uno degli attori più penalizzati dalla nuova normativa poiché non può far leva sull’arma che più di ogni altra riesce a fare la differenza nella distribuzione online: il prezzo.
Siccome il nuovo regime entrerà in vigore a partire dal 1 settembre, Amazon ha deciso di “protestare” regalando ai propri utenti un mese di offerte speciali prima che il “bavaglio” scenda sul mercato: il sito mette infatti a disposizione migliaia di titoli con ben il 40% di sconto:
Scegli i tuoi titoli preferiti tra più di 9.000 opere selezionate da Amazon.it nelle collane degli editori Mondadori, Bompiani, BUR e TEA. Questa offerta è valida fino al 30 agosto incluso
Amazon li chiama “saldi estivi”, ma sono chiaramente qualcosa di ben più significativo. Valgono come un appello agli utenti, una chiamata alla protesta ed un grido di protesta contro una normativa che Mario Guaraldi nelle scorse ore ha definito come un «rigurgito antiliberista» di una casta che cerca tutele politiche a compendio delle proprie inefficienze.
Fonte: Amazon
Via Digital.it
Immagine: I saldi estivi di Amazon.it
Amazon ha deciso di protestare contro il ddl Levi sull’editoria andando per un mese controcorrente e proponendo sconti speciali per sottolineare quanto illiberale possa essere la norma voluta ed approvata dal Parlamento.

software gestionale per l'impresaIl ddl Levi, infatti, impone alla distribuzione libraria sconti standardizzati sotto i quali risulta impossibile proporre i titoli sul mercato per evitare eccessiva concorrenza. Amazon risulta essere uno degli attori più penalizzati dalla nuova normativa poiché non può far leva sull’arma che più di ogni altra riesce a fare la differenza nella distribuzione online: il prezzo.

Siccome il nuovo regime entrerà in vigore a partire dal 1 settembre, Amazon ha deciso di “protestare” regalando ai propri utenti un mese di offerte speciali prima che il “bavaglio” scenda sul mercato: il sito mette infatti a disposizione migliaia di titoli con ben il 40% di sconto:

Scegli i tuoi titoli preferiti tra più di 9.000 opere selezionate da Amazon.it nelle collane degli editori Mondadori, Bompiani, BUR e TEA. Questa offerta è valida fino al 30 agosto incluso

Amazon li chiama “saldi estivi”, ma sono chiaramente qualcosa di ben più significativo. Valgono come un appello agli utenti, una chiamata alla protesta ed un grido di protesta contro una normativa che Mario Guaraldi nelle scorse ore ha definito come un «rigurgito antiliberista» di una casta che cerca tutele politiche a compendio delle proprie inefficienze.

Fonte: Amazon
Giu
18

eBay compra il CMS Magento
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Il CMS Magento nato per la gestione dell'e-commerce sarà integrato nella nuova piattaforma eBay

 

eBay ha raggiunto un accordo per l'acquisizione di Magento. L'operazione di concluderà entro il terzo trimestre 2011, mentre i dettagli finanziari dell'intesa sono al momento mantenuti riservati.
Magento è un celebre CMS per la creazione e la gestione di siti di e-commerce. Il codice è realizzato in PHP ed è distribuito sotto licenza di tipo open source. Installato su server, Magento permette di personalizzare grafica e funzioni del sito, organizzare un catalogo di prodotti e gestire acquisti e pagamenti.
eBay intende integrare Magento nella piattaforma X.commerce che sarà svelata in veste definitiva in ottobre e permetterà ai rivenditori di creare spazi commerciali più flessibili e personalizzabili.
Fonte: business2press.com

software gestionale per l'impresaeBay ha raggiunto un accordo per l'acquisizione di Magento. L'operazione di concluderà entro il terzo trimestre 2011, mentre i dettagli finanziari dell'intesa sono al momento mantenuti riservati. 

Magento è un celebre CMS per la creazione e la gestione di siti di e-commerce. Il codice è realizzato in PHP ed è distribuito sotto licenza di tipo open source. Installato su server, Magento permette di personalizzare grafica e funzioni del sito, organizzare un catalogo di prodotti e gestire acquisti e pagamenti. 

eBay intende integrare Magento nella piattaforma X.commerce che sarà svelata in veste definitiva in ottobre e permetterà ai rivenditori di creare spazi commerciali più flessibili e personalizzabili. 

Fonte: business2press.com

 

Mag
11

Il patrimonio più importante: I COLLABORATORI
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Da un sondaggio effettuato questa primavera su decine e decine di aziende italiane è emersa l’importanza della problematica “gestione del personale” come primo punto di preoccupazione ed attenzione per circa il 45% degli intervistati.
Molti imprenditori si lamentano infatti dei propri collaboratori definendoli “poco qualificati, poco motivati ed affidabili, non responsabili e impreparati”. Commentano anche sostenendo l’assenza di valori e un latente menefreghismo. Eppure, quando gli si chiede dove trovino il maggior aiuto e sostegno in azienda, nuovamente pongono la loro attenzione (questa volta per il 51%) sul personale: “chi mi sostiene di più sono i dirigenti e il personale veramente responsabile, che ha talento tecnico e creativo. La loro professionalità e competenza, assieme alla buona volontà di alcuni”.
Leggendo questi dati ci si potrebbe sentire un po’ confusi, ma in realtà siamo di fronte allo specchio della situazione tipo presente in qualunque azienda.
Ai pochi collaboratori di valore che, con il loro apporto creativo permettono lo sviluppo di tanti progetti ed idee di crescita, si contrappongono gli altrettanto pochi collaboratori veramente deleteri che fermano sia le nuove iniziative che il lavoro quotidiano, con i loro comportamenti assolutamente negativo. In mezzo troviamo la maggior parte dei lavoratori, persone spesso di buona volontà ma con poco coraggio di esprimere le loro idee o di prendersi veramente responsabilità di portare a compimento un incarico per paura di sbagliare. E questi spesso diventano il cruccio del manager…”come faccio a fargli dimostrare il suo valore? Come posso far si che non sia un semplice esecutore?”
Ebbene, dietro a queste domande si nasconde un concetto tanto semplice quanto, a volte, dato così per scontato che viene dimenticato. PRENDENDOSENE CURA!
Molti di voi, sentendo questa affermazione penseranno…”ma come, lo faccio ogni giorno, gli pago lo stipendio, gli offro un buon posto di lavoro…” è vero, ma siamo sicuri sia  questo quello che desiderano?
Cos’è che veramente smuove una persona facendogli tirare fuori il meglio?
Sarò forse banale, ma il farla sentire importante, capace e di valore per la squadra è il sistema migliore. Portare un collaboratore ad ottenere i risultati per cui compie quella funzione è il “trucco migliore”. Come?
Partiamo dall’ABC: quanti di voi la mattina, quando arrivano in azienda si fermano dai loro diretti collaboratori per validare il lavoro fatto e dare una spinta a quello da fare? Voglio sottolineare la parola validare, ossia apprezzare ciò che hanno fatto di buono. So che è molto più facile, soprattutto per chi è capace di fare bene un certo tipo di lavoro (e di solito per l’imprenditore è così), vedere dove quella persona ha sbagliato, salta all’occhio in maniera così evidente…
”com’è mai possibile che non se ne accorga?” ci domandiamo, eppure il nostro collaboratore è lì, fermo per qualche “stupida” ragione per lui insormontabile! Ora, quando scateniamo il nostro criticismo sottolineando con sguardi fermi e severi il nostro disappunto, non stiamo altro che spingendo quella persona sempre più giù per la china del non rispetto per se stesso e, di conseguenza, del lavoro che svolge!
Questo non vuole assolutamente dire che, di fronte ad un errore dobbiamo comunque lodare la persona, sarebbe una follia ed una presa in giro; bisogna però imparare ad osservare cosa ha fatto di buono. Facciamo un esempio: immaginiamo di aver dato incarico alla governante di verificare la qualità della pulizia delle camere. Lei ne ha viste alcune, magari quelle fatte dalla migliore addetta ai piani, ma non ha verificato le altre ragazze. Ci capita di entrare con lei in una stanza e vediamo che non è ben fatta…ora, potremmo infuriarci sottolineando come non ha ben fatto il lavoro oppure, mantenendo un tono veramente sereno, interessarci al come mai sia successo questo, senza nemmeno pensare che sia stato fatto di proposito! “signora Maria, lei di solito è molto attenta nel suo lavoro, cosa può essere successo? – Sarebbe una delle possibili domande corrette che metterebbero la governante in condizione di cercare lei una soluzione, non sentirsi stupida e, soprattutto continuare a sentirsi responsabile dell’ottenimento di un buon risultato. Immaginate quanto sarebbe invece deleterio dirle: “gentile signora, vedo che lei non ha preso a cuore questo lavoro così importante, non posso proprio contare su di lei…” e andarsene irritati. La persona si sentirebbe sicuramente in colpa, cercherebbe di rimediare, ma con uno stato d’animo talmente frustrato che creerebbe ulteriori danni!
Con questo non vogliamo assolutamente trasformarvi in “buonisti che si accontentano” ma darvi una piccola pillola su come tirar fuori il meglio dai vostri collaboratori e…da voi stessi!
Alessandro Scarfò

software gestionale per l'impresaDa un sondaggio effettuato questa primavera su decine e decine di aziende italiane è emersa l’importanza della problematica “gestione del personale” come primo punto di preoccupazione ed attenzione per circa il 45% degli intervistati.

Molti imprenditori si lamentano infatti dei propri collaboratori definendoli “poco qualificati, poco motivati ed affidabili, non responsabili e impreparati”. Commentano anche sostenendo l’assenza di valori e un latente menefreghismo.

Eppure, quando gli si chiede dove trovino il maggior aiuto e sostegno in azienda, nuovamente pongono la loro attenzione (questa volta per il 51%) sul personale: “chi mi sostiene di più sono i dirigenti e il personale veramente responsabile, che ha talento tecnico e creativo. La loro professionalità e competenza, assieme alla buona volontà di alcuni”.

Mag
04

Nuove regole europee per l'Ecommerce
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Lo scorso 24 Marzo 2011, il Parlamento Europeo a dato nuove direttive riguardo l’e-commerce e il commercio elettronico tra gli stati membri dell’Unione Europea, introducendo nuovi dettagli e norme.
Le associazioni dei venditori sono passate al lamentarsi per una questione di costi, secondo quest’ultimi infatti sono destinati a salire potendo rallentare il commercio elettronico con gravi danni al settore.
I costi secondo le associazioni di venditori, dovrebbero addirittura triplicare, da 5 miliari a oltre 15 miliardi di euro. Ma a cosa sarebbero dovuti questi costi? E davvero si avranno solo svantaggi?
A mio parere, dopo aver letto le 68 pagine emanate del Parlamento Europeo, si può ricavare che l’intenzione principale sia ridurre i tempi del rimborso e aumentare i tempi di Diritto di Recesso.
Nel dettaglio, i tempi massimi di rimborso ora sono da quantificarsi entro e non oltre i 14 giorni, contro i 30 giorni precedenti, e dove sia possibile, il venditore dovrà anche rimborsare le spese di spedizione. Il rimborso si potrà chiedere in lungo e in largo per tutta Europa e nel caso di acquisti superiori ai 40€, il venditore dovrà rimborsare la cifra per intero.
I tempi di recesso invece sono da completare entro 28 giorni, divisi in 14 giorni entro i quali bisogna effettuare la comunicazione al venditore della decisione di avvalersi del diritto di recesso. Altri 14 giorni entro i quali effettuare la spedizione del reso all’indirizzo indicato dal venditore.
Quindi i consumatori avranno molto più tempo rispetto ai 7 giorni del passato per esercitare il proprio diritto di recesso. Secondo i venditori, ciò potrebbe comportare, insieme alle nuove norme sui rimborsi, ad acquisti senza troppa considerazione, della serie “Lo compro, lo uso, se non mi piace lo restituisco”.
Tutto ciò potrebbe sembrare ovviamente un vantaggio per i consumatori. Ma ne siamo sicuri? Non potrebbe anche danneggiare i piccoli venditori, che si potrebbero vedere in enormi difficoltà in questo modo? Voi cosa ne pensate?

software gestionale per l'impresaLo scorso 24 Marzo 2011, il Parlamento Europeo ha dato nuove direttive riguardo l’e-commerce e il commercio elettronico tra gli stati membri dell’Unione Europea, introducendo nuovi dettagli e norme.

Le associazioni dei venditori sono passate al lamentarsi per una questione di costi, secondo quest’ultimi infatti sono destinati a salire potendo rallentare il commercio elettronico con gravi danni al settore. I costi secondo le associazioni di venditori, dovrebbero addirittura triplicare, da 5 miliari a oltre 15 miliardi di euro. Ma a cosa sarebbero dovuti questi costi? E davvero si avranno solo svantaggi?

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