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Magazine Business

Lug
30

Google Plus apre alle aziende
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Google Plus cambia strategia e "apre" alle aziende la possibilità di usare pseudonimi o nomi in base a cui è più facile essere riconosciuti nella rete, obiettivo fondamentale di tutte le strategie di web marketing sui social media e non solo.
Dopo il blocco di numerosi account e la rimozione di pagine commerciali, avvenuta negli ultimi giorni, la piattaforma di social network Google+ risponde agli utenti e fa il punto sull'uso degli pseudonimi per aggirare le limitazioni all'ingresso in Google Plus e sul problema del blocco di numerosi account: alcune aziende non avevano potuto iscriversi perchè non avevano "nome e cognome" come gli utenti fisici.
Vic Gundotra, vice presidente della divisione social di Google  ha sottolineato "l'eccessivo zelo" da parte degli addetti alla verifica degli account, zelo dovuto, sempre secondo Gundotra, alla lotta allo spamming e agli usi impropri del social network.
D'ora in poi, quindi, sarà possibile inserire alcuni campi aggiuntivi (in altre parole, degli pseudonimi per "farsi trovare dai propri clienti anche potenziali") al proprio profilo Google Plus, ma  il "giudice supremo" rimarrà il colosso di Mountain View, che continuerà ad effettuare rigidi controlli , in base alle policy del social network.
Resta fondamentale comunque per ogni azienda la necessità di essere sempre più "rintracciabile" e riconoscibile nel web.

realizzazione siti internetGoogle Plus cambia strategia e "apre" alle aziende la possibilità di usare pseudonimi o nomi in base a cui è più facile essere riconosciuti nella rete, obiettivo fondamentale di tutte le strategie di web marketing sui social media e non solo.

Dopo il blocco di numerosi account e la rimozione di pagine commerciali, avvenuta negli ultimi giorni, la piattaforma di social network Google+ risponde agli utenti e fa il punto sull'uso degli pseudonimi per aggirare le limitazioni all'ingresso in Google Plus e sul problema del blocco di numerosi account: alcune aziende non avevano potuto iscriversi perchè non avevano "nome e cognome" come gli utenti fisici. 

Vic Gundotra, vice presidente della divisione social di Google  ha sottolineato "l'eccessivo zelo" da parte degli addetti alla verifica degli account, zelo dovuto, sempre secondo Gundotra, alla lotta allo spamming e agli usi impropri del social network. 

D'ora in poi, quindi, sarà possibile inserire alcuni campi aggiuntivi (in altre parole, degli pseudonimi per "farsi trovare dai propri clienti anche potenziali") al proprio profilo Google Plus, ma  il "giudice supremo" rimarrà il colosso di Mountain View, che continuerà ad effettuare rigidi controlli , in base alle policy del social network.

Resta fondamentale comunque per ogni azienda la necessità di essere sempre più "rintracciabile" e riconoscibile nel web.

Fonte: http://www.giornal.it

Lug
30

Amazon.it, sconti per protesta
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Amazon ha deciso di protestare contro il ddl Levi sull’editoria andando per un mese controcorrente e proponendo sconti speciali per sottolineare quanto illiberale possa essere la norma voluta ed approvata dal Parlamento.
Il ddl Levi, infatti, impone alla distribuzione libraria sconti standardizzati sotto i quali risulta impossibile proporre i titoli sul mercato per evitare eccessiva concorrenza. Amazon risulta essere uno degli attori più penalizzati dalla nuova normativa poiché non può far leva sull’arma che più di ogni altra riesce a fare la differenza nella distribuzione online: il prezzo.
Siccome il nuovo regime entrerà in vigore a partire dal 1 settembre, Amazon ha deciso di “protestare” regalando ai propri utenti un mese di offerte speciali prima che il “bavaglio” scenda sul mercato: il sito mette infatti a disposizione migliaia di titoli con ben il 40% di sconto:
Scegli i tuoi titoli preferiti tra più di 9.000 opere selezionate da Amazon.it nelle collane degli editori Mondadori, Bompiani, BUR e TEA. Questa offerta è valida fino al 30 agosto incluso
Amazon li chiama “saldi estivi”, ma sono chiaramente qualcosa di ben più significativo. Valgono come un appello agli utenti, una chiamata alla protesta ed un grido di protesta contro una normativa che Mario Guaraldi nelle scorse ore ha definito come un «rigurgito antiliberista» di una casta che cerca tutele politiche a compendio delle proprie inefficienze.
Fonte: Amazon
Via Digital.it
Immagine: I saldi estivi di Amazon.it
Amazon ha deciso di protestare contro il ddl Levi sull’editoria andando per un mese controcorrente e proponendo sconti speciali per sottolineare quanto illiberale possa essere la norma voluta ed approvata dal Parlamento.

realizzazione siti internetIl ddl Levi, infatti, impone alla distribuzione libraria sconti standardizzati sotto i quali risulta impossibile proporre i titoli sul mercato per evitare eccessiva concorrenza. Amazon risulta essere uno degli attori più penalizzati dalla nuova normativa poiché non può far leva sull’arma che più di ogni altra riesce a fare la differenza nella distribuzione online: il prezzo.

Siccome il nuovo regime entrerà in vigore a partire dal 1 settembre, Amazon ha deciso di “protestare” regalando ai propri utenti un mese di offerte speciali prima che il “bavaglio” scenda sul mercato: il sito mette infatti a disposizione migliaia di titoli con ben il 40% di sconto:

Scegli i tuoi titoli preferiti tra più di 9.000 opere selezionate da Amazon.it nelle collane degli editori Mondadori, Bompiani, BUR e TEA. Questa offerta è valida fino al 30 agosto incluso

Amazon li chiama “saldi estivi”, ma sono chiaramente qualcosa di ben più significativo. Valgono come un appello agli utenti, una chiamata alla protesta ed un grido di protesta contro una normativa che Mario Guaraldi nelle scorse ore ha definito come un «rigurgito antiliberista» di una casta che cerca tutele politiche a compendio delle proprie inefficienze.

Fonte: Amazon
Giu
18

eBay compra il CMS Magento
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Il CMS Magento nato per la gestione dell'e-commerce sarà integrato nella nuova piattaforma eBay

 

eBay ha raggiunto un accordo per l'acquisizione di Magento. L'operazione di concluderà entro il terzo trimestre 2011, mentre i dettagli finanziari dell'intesa sono al momento mantenuti riservati.
Magento è un celebre CMS per la creazione e la gestione di siti di e-commerce. Il codice è realizzato in PHP ed è distribuito sotto licenza di tipo open source. Installato su server, Magento permette di personalizzare grafica e funzioni del sito, organizzare un catalogo di prodotti e gestire acquisti e pagamenti.
eBay intende integrare Magento nella piattaforma X.commerce che sarà svelata in veste definitiva in ottobre e permetterà ai rivenditori di creare spazi commerciali più flessibili e personalizzabili.
Fonte: business2press.com

realizzazione siti interneteBay ha raggiunto un accordo per l'acquisizione di Magento. L'operazione di concluderà entro il terzo trimestre 2011, mentre i dettagli finanziari dell'intesa sono al momento mantenuti riservati. 

Magento è un celebre CMS per la creazione e la gestione di siti di e-commerce. Il codice è realizzato in PHP ed è distribuito sotto licenza di tipo open source. Installato su server, Magento permette di personalizzare grafica e funzioni del sito, organizzare un catalogo di prodotti e gestire acquisti e pagamenti. 

eBay intende integrare Magento nella piattaforma X.commerce che sarà svelata in veste definitiva in ottobre e permetterà ai rivenditori di creare spazi commerciali più flessibili e personalizzabili. 

Fonte: business2press.com

 

Mag
11

Il patrimonio più importante: I COLLABORATORI
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Da un sondaggio effettuato questa primavera su decine e decine di aziende italiane è emersa l’importanza della problematica “gestione del personale” come primo punto di preoccupazione ed attenzione per circa il 45% degli intervistati.
Molti imprenditori si lamentano infatti dei propri collaboratori definendoli “poco qualificati, poco motivati ed affidabili, non responsabili e impreparati”. Commentano anche sostenendo l’assenza di valori e un latente menefreghismo. Eppure, quando gli si chiede dove trovino il maggior aiuto e sostegno in azienda, nuovamente pongono la loro attenzione (questa volta per il 51%) sul personale: “chi mi sostiene di più sono i dirigenti e il personale veramente responsabile, che ha talento tecnico e creativo. La loro professionalità e competenza, assieme alla buona volontà di alcuni”.
Leggendo questi dati ci si potrebbe sentire un po’ confusi, ma in realtà siamo di fronte allo specchio della situazione tipo presente in qualunque azienda.
Ai pochi collaboratori di valore che, con il loro apporto creativo permettono lo sviluppo di tanti progetti ed idee di crescita, si contrappongono gli altrettanto pochi collaboratori veramente deleteri che fermano sia le nuove iniziative che il lavoro quotidiano, con i loro comportamenti assolutamente negativo. In mezzo troviamo la maggior parte dei lavoratori, persone spesso di buona volontà ma con poco coraggio di esprimere le loro idee o di prendersi veramente responsabilità di portare a compimento un incarico per paura di sbagliare. E questi spesso diventano il cruccio del manager…”come faccio a fargli dimostrare il suo valore? Come posso far si che non sia un semplice esecutore?”
Ebbene, dietro a queste domande si nasconde un concetto tanto semplice quanto, a volte, dato così per scontato che viene dimenticato. PRENDENDOSENE CURA!
Molti di voi, sentendo questa affermazione penseranno…”ma come, lo faccio ogni giorno, gli pago lo stipendio, gli offro un buon posto di lavoro…” è vero, ma siamo sicuri sia  questo quello che desiderano?
Cos’è che veramente smuove una persona facendogli tirare fuori il meglio?
Sarò forse banale, ma il farla sentire importante, capace e di valore per la squadra è il sistema migliore. Portare un collaboratore ad ottenere i risultati per cui compie quella funzione è il “trucco migliore”. Come?
Partiamo dall’ABC: quanti di voi la mattina, quando arrivano in azienda si fermano dai loro diretti collaboratori per validare il lavoro fatto e dare una spinta a quello da fare? Voglio sottolineare la parola validare, ossia apprezzare ciò che hanno fatto di buono. So che è molto più facile, soprattutto per chi è capace di fare bene un certo tipo di lavoro (e di solito per l’imprenditore è così), vedere dove quella persona ha sbagliato, salta all’occhio in maniera così evidente…
”com’è mai possibile che non se ne accorga?” ci domandiamo, eppure il nostro collaboratore è lì, fermo per qualche “stupida” ragione per lui insormontabile! Ora, quando scateniamo il nostro criticismo sottolineando con sguardi fermi e severi il nostro disappunto, non stiamo altro che spingendo quella persona sempre più giù per la china del non rispetto per se stesso e, di conseguenza, del lavoro che svolge!
Questo non vuole assolutamente dire che, di fronte ad un errore dobbiamo comunque lodare la persona, sarebbe una follia ed una presa in giro; bisogna però imparare ad osservare cosa ha fatto di buono. Facciamo un esempio: immaginiamo di aver dato incarico alla governante di verificare la qualità della pulizia delle camere. Lei ne ha viste alcune, magari quelle fatte dalla migliore addetta ai piani, ma non ha verificato le altre ragazze. Ci capita di entrare con lei in una stanza e vediamo che non è ben fatta…ora, potremmo infuriarci sottolineando come non ha ben fatto il lavoro oppure, mantenendo un tono veramente sereno, interessarci al come mai sia successo questo, senza nemmeno pensare che sia stato fatto di proposito! “signora Maria, lei di solito è molto attenta nel suo lavoro, cosa può essere successo? – Sarebbe una delle possibili domande corrette che metterebbero la governante in condizione di cercare lei una soluzione, non sentirsi stupida e, soprattutto continuare a sentirsi responsabile dell’ottenimento di un buon risultato. Immaginate quanto sarebbe invece deleterio dirle: “gentile signora, vedo che lei non ha preso a cuore questo lavoro così importante, non posso proprio contare su di lei…” e andarsene irritati. La persona si sentirebbe sicuramente in colpa, cercherebbe di rimediare, ma con uno stato d’animo talmente frustrato che creerebbe ulteriori danni!
Con questo non vogliamo assolutamente trasformarvi in “buonisti che si accontentano” ma darvi una piccola pillola su come tirar fuori il meglio dai vostri collaboratori e…da voi stessi!
Alessandro Scarfò

realizzazione siti internetDa un sondaggio effettuato questa primavera su decine e decine di aziende italiane è emersa l’importanza della problematica “gestione del personale” come primo punto di preoccupazione ed attenzione per circa il 45% degli intervistati.

Molti imprenditori si lamentano infatti dei propri collaboratori definendoli “poco qualificati, poco motivati ed affidabili, non responsabili e impreparati”. Commentano anche sostenendo l’assenza di valori e un latente menefreghismo.

Eppure, quando gli si chiede dove trovino il maggior aiuto e sostegno in azienda, nuovamente pongono la loro attenzione (questa volta per il 51%) sul personale: “chi mi sostiene di più sono i dirigenti e il personale veramente responsabile, che ha talento tecnico e creativo. La loro professionalità e competenza, assieme alla buona volontà di alcuni”.

Mag
04

Nuove regole europee per l'Ecommerce
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Lo scorso 24 Marzo 2011, il Parlamento Europeo a dato nuove direttive riguardo l’e-commerce e il commercio elettronico tra gli stati membri dell’Unione Europea, introducendo nuovi dettagli e norme.
Le associazioni dei venditori sono passate al lamentarsi per una questione di costi, secondo quest’ultimi infatti sono destinati a salire potendo rallentare il commercio elettronico con gravi danni al settore.
I costi secondo le associazioni di venditori, dovrebbero addirittura triplicare, da 5 miliari a oltre 15 miliardi di euro. Ma a cosa sarebbero dovuti questi costi? E davvero si avranno solo svantaggi?
A mio parere, dopo aver letto le 68 pagine emanate del Parlamento Europeo, si può ricavare che l’intenzione principale sia ridurre i tempi del rimborso e aumentare i tempi di Diritto di Recesso.
Nel dettaglio, i tempi massimi di rimborso ora sono da quantificarsi entro e non oltre i 14 giorni, contro i 30 giorni precedenti, e dove sia possibile, il venditore dovrà anche rimborsare le spese di spedizione. Il rimborso si potrà chiedere in lungo e in largo per tutta Europa e nel caso di acquisti superiori ai 40€, il venditore dovrà rimborsare la cifra per intero.
I tempi di recesso invece sono da completare entro 28 giorni, divisi in 14 giorni entro i quali bisogna effettuare la comunicazione al venditore della decisione di avvalersi del diritto di recesso. Altri 14 giorni entro i quali effettuare la spedizione del reso all’indirizzo indicato dal venditore.
Quindi i consumatori avranno molto più tempo rispetto ai 7 giorni del passato per esercitare il proprio diritto di recesso. Secondo i venditori, ciò potrebbe comportare, insieme alle nuove norme sui rimborsi, ad acquisti senza troppa considerazione, della serie “Lo compro, lo uso, se non mi piace lo restituisco”.
Tutto ciò potrebbe sembrare ovviamente un vantaggio per i consumatori. Ma ne siamo sicuri? Non potrebbe anche danneggiare i piccoli venditori, che si potrebbero vedere in enormi difficoltà in questo modo? Voi cosa ne pensate?

realizzazione siti internetLo scorso 24 Marzo 2011, il Parlamento Europeo ha dato nuove direttive riguardo l’e-commerce e il commercio elettronico tra gli stati membri dell’Unione Europea, introducendo nuovi dettagli e norme.

Le associazioni dei venditori sono passate al lamentarsi per una questione di costi, secondo quest’ultimi infatti sono destinati a salire potendo rallentare il commercio elettronico con gravi danni al settore. I costi secondo le associazioni di venditori, dovrebbero addirittura triplicare, da 5 miliari a oltre 15 miliardi di euro. Ma a cosa sarebbero dovuti questi costi? E davvero si avranno solo svantaggi?

Apr
01

Corso OnLine: Manuale per Successo per le PMI
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Il Manuale per il Successo delle Piccole e Medie Imprese, libro di grande successo, ora ha anche un corso on line, che potete fare sia tu che i tuoi dipendenti.
In che modo il fare questo corso aiuterà il tuo business?
Aumentando la produttività e la cooperazione dei tuoi collaboratori.
Fornendo, sia a te che al tuo team, strumenti per il problem solving che funzionano veramente.
Incrementando le tue entrate ed i tuoi profitti.
Riducendo lo stress nell'ambiente di lavoro.
Rendendo più facile, sia a te che al tuo staff, raggiungere gli obiettivi di produzione giornaliera.
Tu ed i tuoi collaboratori potrete seguire il corso a distanza (via email) o in aula, in base alle vostre esigenze. Esiste inoltre una versione del corso che è specifica per gli imprenditori ed un'altra che è specifica per i dipendenti.
Più di 240.000 aziende in tutto il mondo stanno già utilizzando i principi contenuti in questo libro. Perché? Perché funzionano e producono RISULTATI.
Titolari e dipendenti otterranno risultati immediati non appena completeranno ogni singolo passo del corso "Il Manuale per il Successo delle Piccole e Medie Imprese".

realizzazione siti internetIl Manuale per il Successo delle Piccole e Medie Imprese, libro di grande successo, ora ha anche un corso on line, che potete fare sia tu che i tuoi dipendenti.

In che modo il fare questo corso aiuterà il tuo business?

  • Aumentando la produttività e la cooperazione dei tuoi collaboratori.
  • Fornendo, sia a te che al tuo team, strumenti per il problem solving che funzionano veramente.
  • Incrementando le tue entrate ed i tuoi profitti.Riducendo lo stress nell'ambiente di lavoro.
  • Rendendo più facile, sia a te che al tuo staff, raggiungere gli obiettivi di produzione giornaliera.

Tu ed i tuoi collaboratori potrete seguire il corso a distanza (via email) o in aula, in base alle vostre esigenze.

Esiste inoltre una versione del corso che è specifica per gli imprenditori ed un'altra che è specifica per i dipendenti.
Più di 240.000 aziende in tutto il mondo stanno già utilizzando i principi contenuti in questo libro. Perché? Perché funzionano e producono RISULTATI.

Titolari e dipendenti otterranno risultati immediati non appena completeranno ogni singolo passo del corso "Il Manuale per il Successo delle Piccole e Medie Imprese".

Clicca qui per ulteriori informazioni

Mar
24

eBook USA: Vendite +115%
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Le vendite di eBook a Gennaio negli Stati Uniti sono cresciute di più del 115% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. 

Secondo i dati pubblicati dall'Association of American Publishers, è stata raggiunta quota 69,9 milioni di dollari (in forte aumento rispetto ai 32,4 milioni di Gennaio 2010).
L'aumento della domanda delle riviste digitali (libri, quotidiani, eccetera) è inversamente proporzionale con quella delle edizioni cartacee.
Gli editori americani (e analogamente anche quelli del resto del mondo) sono impegnati in una corsa contro il tempo: la nuova ondata di tablet PC (iPad 2, Motorola Xoom, BlackBerry PlayBook, HTC Flyer, ecc) che sta invadendo il mercato continua a far aumentare la richiesta di pubblicazioni elettroniche.
Le vendite dei libri con copertina dura sono scese negli ultimi dodici mesi (Gennaio 2010-Gennaio 2011) da 55,4 milioni di dollari a 49,1 milioni. Nello stesso periodo, il giro d'affari delle edizioni economiche è calato del 30% (dati AAP).
Per quanto riguarda i libri della categoria educazione, invece, i numeri sono rimasti grossomodo costanti: 382 milioni di dollari a Gennaio 2011 contro 387,6 milioni di Gennaio 2010.
Scritto da Maurizio Giaretta

realizzazione siti internetSecondo i dati pubblicati dall'Association of American Publishers, è stata raggiunta quota 69,9 milioni di dollari (in forte aumento rispetto ai 32,4 milioni di Gennaio 2010).
L'aumento della domanda delle riviste digitali (libri, quotidiani, eccetera) è inversamente proporzionale con quella delle edizioni cartacee.
Gli editori americani (e analogamente anche quelli del resto del mondo) sono impegnati in una corsa contro il tempo:
la nuova ondata di tablet PC (iPad 2, Motorola Xoom, BlackBerry PlayBook, HTC Flyer, ecc) che sta invadendo il mercato continua a far aumentare la richiesta di pubblicazioni elettroniche.

Le vendite dei libri con copertina dura sono scese negli ultimi dodici mesi (Gennaio 2010-Gennaio 2011) da 55,4 milioni di dollari a 49,1 milioni. Nello stesso periodo, il giro d'affari delle edizioni economiche è calato del 30% (dati AAP).

Per quanto riguarda i libri della categoria educazione, invece, i numeri sono rimasti grossomodo costanti: 382 milioni di dollari a Gennaio 2011 contro 387,6 milioni di Gennaio 2010. 
Fonte: http://www.pianetacellulare.it/

 

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